Nelle ultime ore si è definita la destinazione della nave da crociera MV Hondius, al centro di un’emergenza sanitaria internazionale: l’imbarcazione, che naviga nell’Atlantico con 147 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio, approderà in uno dei porti delle Isole Canarie entro tre o quattro giorni.
La decisione è frutto di un accordo raggiunto tra il Ministero della Salute spagnolo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha individuato nell’arcipelago iberico il sito più vicino dotato delle strutture necessarie per gestire la situazione in sicurezza.
Cosa sta succedendo a bordo
La nave si trovava in rotta tra l’Argentina e Capo Verde quando si è manifestata l’infezione da hantavirus. Al momento, due persone sono decedute con diagnosi confermata di infezione da questo virus. Un terzo decesso è sospettato essere correlato allo stesso agente patogeno, ma non è ancora stato ufficialmente confermato. Quattro ulteriori passeggeri risultano malati: uno in condizioni critiche e tre con sintomi di entità lieve. La situazione resta sotto stretta osservazione medica.
Il protocollo di sbarco e le garanzie per la popolazione locale
Lo sbarco avverrà seguendo un protocollo congiunto elaborato dall’OMS e dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), che prevede misure stringenti per evitare qualsiasi contatto tra i passeggeri della nave e la popolazione residente nelle Canarie.
Una volta a terra, ciascun individuo verrà esaminato e assistito dal punto di vista medico, per poi essere trasferito nel proprio paese di origine secondo le procedure stabilite. Tra le persone a bordo figurano anche 14 cittadini spagnoli, circostanza che ha contribuito a orientare la scelta verso le Canarie come porto di approdo.
Le perplessità delle autorità locali
La decisione non è stata priva di frizioni. Le autorità locali delle Canarie avevano inizialmente espresso resistenze, sostenendo che la nave avrebbe dovuto dirigersi verso i Paesi Bassi, paese in cui è registrata. Le preoccupazioni riguardavano principalmente il rischio per la comunità locale e le capacità di gestione di un’emergenza di questo tipo. L’OMS ha poi chiarito che le Isole Canarie rappresentavano oggettivamente il punto di approdo più logistico e sicuro, disponendo delle infrastrutture sanitarie adeguate.
Cos’è l’hantavirus e come si trasmette
L’hantavirus è un agente patogeno appartenente alla famiglia dei Bunyaviridae. La principale via di contagio è il contatto con escrementi, urine o saliva di roditori infetti, in particolare attraverso l’inalazione di particelle contaminate nell’aria. Non si tratta di un virus nuovo: è noto alla comunità scientifica da decenni, con focolai registrati soprattutto in alcune aree dell’America Latina, del Nord America e dell’Asia orientale. Ciò che rende questo caso particolarmente delicato è il contesto: un ambiente chiuso come una nave da crociera, dove la vicinanza tra le persone e la difficoltà di isolare i casi complicano la gestione sanitaria.
La trasmissione da persona a persona: un punto ancora aperto
Uno degli aspetti più discussi dagli esperti riguarda la possibilità di trasmissione interumana. La letteratura scientifica prevalente indica che gli hantavirus generalmente non si trasmettono da persona a persona, ma su questo punto il dibattito è ancora aperto, soprattutto per alcune varianti del virus. È questo uno dei motivi per cui le autorità sanitarie internazionali stanno seguendo il caso con grande attenzione, adottando un approccio precauzionale che privilegia la massima cautela nella gestione dei contatti.
Fonte: Il Post, 6 maggio 2026