Igiene delle mani negli ospedali: l’Italia è ancora lontana dagli standard OMS

Il 5 maggio si celebra ogni anno la Giornata Mondiale per l’Igiene delle Mani, un appuntamento che quest’anno giunge alla sua diciottesima edizione. Un’occasione preziosa per fare il punto su una delle pratiche più semplici e allo stesso tempo più efficaci nella prevenzione delle infezioni: lavarsi le mani, o igienizzarle con soluzioni idroalcoliche, è un gesto che può salvare milioni di vite. Eppure, i dati che emergono dal monitoraggio italiano raccontano una storia preoccupante.

I dati italiani: consumi troppo bassi rispetto alle raccomandazioni

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha monitorato nel 2024 ben 720 strutture sanitarie distribuite in 21 Regioni e Province Autonome. Il risultato è sconfortante: il consumo mediano nazionale di soluzione idroalcolica si attesta a 9,9 litri per mille giornate di degenza, un valore sostanzialmente in linea con l’anno precedente, ma che si ferma a meno della metà rispetto allo standard minimo indicato dall’OMS, fissato a 20 litri per mille giornate. I dati variano sensibilmente a seconda del reparto: si registrano valori più elevati nelle terapie intensive (circa 37,9 litri), mentre i reparti di ortopedia si collocano tra i più bassi, con appena 8,3 litri.

Perché l’igiene delle mani è così importante in ambito sanitario

Paolo D’Ancona, dirigente di ricerca del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS, ricorda che l’igiene delle mani è un pilastro fondamentale nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria, incluse quelle causate da microrganismi resistenti agli antibiotici. Non si tratta semplicemente di pulizia: le mani sono il principale veicolo di trasmissione di germi, virus e batteri. Igienizzarle correttamente, sia con acqua e sapone che con prodotti idroalcolici, riduce significativamente la diffusione di malattie come l’influenza, i disturbi gastrointestinali e le infezioni nosocomiali.

Un problema europeo: milioni di pazienti a rischio ogni anno

Il quadro non è critico solo in Italia. Secondo i dati più recenti del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), ogni anno in Europa circa 4,3 milioni di pazienti contraggono almeno un’infezione durante il ricovero ospedaliero. Di queste, una su tre è causata da batteri resistenti agli antibiotici più comuni, una minaccia crescente che rende ancora più urgente agire sulla prevenzione. La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) sottolinea come una corretta igiene delle mani, insieme ad altri interventi mirati, rappresenti la prima e più efficace linea di difesa contro questa emergenza silenziosa.

Lo slogan 2026 e le iniziative formative

Lo slogan scelto dall’OMS per l’edizione 2026 della Giornata Mondiale è “Action saves lives” — tradotto in italiano come “Proteggi la vita, igienizza le tue mani” — un invito diretto rivolto a tutti gli operatori sanitari e a chi supporta il sistema assistenziale. In occasione della giornata, l’ISS ha annunciato la riapertura di due corsi di formazione a distanza, completamente gratuiti, disponibili sulla piattaforma www.eduiss.it dal 5 maggio fino al 10 dicembre 2026. Un’opportunità concreta per aggiornare le proprie competenze su un tema che non dovrebbe essere trascurato.

Un gesto semplice, un impatto enorme

La riflessione finale è quella che forse dovrebbe risuonare di più: ci troviamo di fronte a una delle misure preventive più economiche, accessibili e scientificamente validate che esistano, eppure la sua applicazione sistematica fatica ancora ad affermarsi. Che si parli di ospedali, ambulatori o strutture di cura a lungo termine, promuovere una cultura dell’igiene delle mani non è un dettaglio burocratico, ma una scelta di responsabilità nei confronti dei pazienti e di chi li assiste.


Fonte: ANSA, 5 maggio 2026 — Istituto Superiore di Sanità (ISS); Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT); Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).