Chikungunya a Livorno: cos’è il virus trasmesso dalla zanzara tigre e cosa fare

Una donna di circa 40 anni residente a Livorno è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale cittadino dopo essersi presentata al pronto soccorso con febbre alta e una caratteristica eruzione cutanea. I medici hanno rilevato un sospetto caso di virus Chikungunya, una malattia tropicale trasmessa dalla zanzara tigre. La paziente, pur ancora ricoverata al momento della segnalazione, si trova in buone condizioni di salute e, grazie al trattamento in corso, non è più in grado di trasmettere il virus.

Cos’è il virus Chikungunya e come si trasmette

Il Chikungunya è una malattia infettiva di origine tropicale causata da un virus a RNA trasmesso esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes, in particolare la diffusissima Aedes albopictus, nota come zanzara tigre. Il termine “Chikungunya” deriva da una lingua dell’Africa orientale e significa approssimativamente “ciò che piega”, in riferimento alla postura caratteristica assunta dai malati a causa dei forti dolori articolari. È importante sottolineare che il virus non si trasmette per contatto diretto tra persone: l’unico veicolo è l’insetto infetto.

I sintomi da riconoscere

I sintomi principali compaiono in genere tra i 3 e i 7 giorni dopo la puntura infetta e includono febbre improvvisa, dolori articolari anche intensi, mal di testa e rash cutaneo. In molti casi la malattia si risolve spontaneamente in una o due settimane, ma i dolori alle articolazioni possono persistere per mesi, soprattutto nelle persone anziane o con patologie pregresse. Non esiste un trattamento antivirale specifico: la terapia è essenzialmente sintomatica, orientata ad alleviare il dolore e la febbre.

La disinfestazione disposta dal Comune

A seguito della segnalazione da parte del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, il Comune di Livorno ha emesso un’ordinanza per una disinfestazione urgente nelle aree pubbliche e private individuate come zone a rischio. Gli interventi riguardano tre zone specifiche: l’area intorno a via Carlo Meyer (inclusa piazza Mascagni), il perimetro dell’ospedale e la zona dello stabilimento Laviosa in via Leonardo da Vinci. I trattamenti previsti sono sia adulticidi — rivolti agli insetti adulti — sia larvicidi, per eliminare i focolai alla fonte.

Come comportarsi durante e dopo il trattamento

I residenti nelle zone interessate sono tenuti a collaborare con gli addetti, consentendo l’accesso alle aree private esterne. Durante il trattamento è necessario restare al chiuso con porte e finestre ben chiuse, tenere gli animali domestici in casa e proteggere con teli di plastica gli orti e i prodotti ortofrutticoli. Dopo l’intervento, è consigliabile attendere almeno 15 giorni prima di consumare frutta e verdura eventualmente esposte ai prodotti insetticidi, lavandole abbondantemente e sbucciandole. Va effettuata anche la pulizia di mobili e giochi per bambini lasciati all’esterno, usando guanti protettivi.

Come prevenire le punture di zanzara tigre

Al di là delle emergenze puntuali, la prevenzione della zanzara tigre — e con essa di Chikungunya e altre arbovirosi come la Dengue — passa da semplici abitudini quotidiane: eliminare i ristagni d’acqua nei vasi, sottovasi, secchi e qualsiasi contenitore aperto, utilizzare repellenti cutanei nelle ore di maggiore attività dell’insetto (mattina e tardo pomeriggio), indossare abiti a maniche lunghe nelle zone verdi e dotare le abitazioni di zanzariere. La zanzara tigre si riproduce con pochi centilitri d’acqua stagnante: la prevenzione inizia nel proprio giardino o sul proprio balcone.


Fonte: Il Tirreno, redazione web, 5 maggio 2026