Fibrillazione atriale: a Firenze il primo intervento con campo elettrico pulsato in una struttura privata

Il 30 aprile 2026 la clinica Villa Donatello di Firenze ha segnato un traguardo importante per la cardiologia italiana: per la prima volta in una struttura sanitaria privata del nostro Paese è stata eseguita un’ablazione della fibrillazione atriale utilizzando la tecnologia PFA, acronimo di Pulsed Field Ablation, ovvero ablazione con campo elettrico pulsato. Un intervento riuscito, che apre nuove prospettive per il trattamento di una delle aritmie cardiache più diffuse al mondo.

Cos’è la fibrillazione atriale e perché trattarla

La fibrillazione atriale è un’aritmia caratterizzata da un’attività elettrica caotica e disorganizzata degli atri, le camere superiori del cuore. Questa condizione compromette la capacità del cuore di pompare il sangue in modo efficiente e aumenta significativamente il rischio di ictus e insufficienza cardiaca.

Si tratta di una patologia sempre più diffusa, soprattutto con l’avanzare dell’età, e il suo trattamento rappresenta una delle sfide più rilevanti della cardiologia contemporanea. L’ablazione transcatetere è una delle opzioni terapeutiche disponibili: consiste nel distruggere selettivamente il tessuto cardiaco responsabile dei segnali elettrici anomali.

La nuova tecnologia: cos’è l’elettroporazione

La PFA si basa su un principio fisico chiamato elettroporazione: invece di usare calore (come nella radiofrequenza) o freddo estremo (come nella crioablazione), questa tecnica sfrutta brevi impulsi di campo elettrico ad alta intensità per alterare selettivamente le membrane cellulari del tessuto responsabile dell’aritmia.

Il vantaggio principale è la precisione: l’energia viene rilasciata in modo mirato, riducendo il rischio di danneggiare strutture anatomiche adiacenti come l’esofago o i nervi frenici. Il risultato è un profilo di sicurezza superiore rispetto alle tecniche tradizionali, unito a tempi procedurali significativamente più brevi.

L’equipe e il contesto dell’intervento

L’operazione è stata condotta dai cardiologi Andrea Colella, Andrea Bernardini e Luca Panchetti. I tre specialisti provengono da tre diverse aziende ospedaliere toscane, ma hanno scelto di collaborare in un contesto privato che ha favorito questa sinergia interdisciplinare. Come ha sottolineato il dottor Colella, la struttura privata ha permesso un dialogo diretto tra professionisti di realtà ospedaliere diverse, creando un gruppo di lavoro affiatato capace di affrontare casi clinici complessi con competenze integrate.

Un modello collaborativo che guarda al futuro

Il caso fiorentino offre anche uno spunto di riflessione sul ruolo che la sanità privata può svolgere nell’innovazione clinica. La possibilità di riunire specialisti provenienti da contesti diversi, superando i compartimenti stagni che spesso caratterizzano le grandi strutture pubbliche, si rivela un elemento di forza quando si tratta di introdurre tecnologie avanzate e di costruire competenze specifiche in tempi rapidi. La collaborazione tra professionisti di ospedali diversi, in questo caso, ha reso possibile l’introduzione di una tecnologia di nuova generazione che altrove fatica ancora a diffondersi.

Prospettive per i pazienti con fibrillazione atriale

L’introduzione della PFA in ambito privato rappresenta un passo avanti concreto per i pazienti che necessitano di ablazione e che cercano strutture con tecnologie aggiornate e tempi di attesa ridotti. Procedure più rapide e meno rischiose significano anche minori complicanze post-operatorie, degenze più brevi e un ritorno più veloce alla vita quotidiana. Nei prossimi anni, con la diffusione progressiva di questa tecnologia, è probabile che l’elettroporazione diventi lo standard per il trattamento interventistico della fibrillazione atriale anche in Italia.


Fonte: La Nazione, 4 maggio 2026