Da decenni la ricerca scientifica esplora il legame tra musica e salute. Studi precedenti hanno dimostrato che ascoltare musica può migliorare l’umore, supportare la salute cardiovascolare e potenziare le funzioni cognitive.
Ma un recente studio pubblicato sulla rivista PLOS Mental Health aggiunge un tassello importante: una musica progettata in modo specifico, abbinata a una tecnica chiamata stimolazione uditiva binaurale (ABS, Auditory Beat Stimulation), potrebbe offrire un sollievo immediato dall’ansia superiore a quello del rumore rosa, comunemente usato per rilassarsi o dormire.
Cos’è la stimolazione uditiva binaurale (ABS)
La stimolazione uditiva binaurale è una tecnica che utilizza impulsi sonori ritmici e costanti per modificare il ritmo cerebrale, portandolo da uno stato di allerta e stress a uno stato di calma. Non si tratta di semplice musica rilassante: il meccanismo è più sofisticato.
La musica viene inizialmente calibrata sulla frequenza cardiaca della persona — tipicamente elevata in caso di ansia — per poi rallentare gradualmente, guidando il cervello verso uno stato più disteso. Questo processo è noto come Principio Iso.
Come è stato condotto lo studio
I ricercatori dell’Università di Londra (Goldsmiths), dell’Università di Roehampton e della Toronto Metropolitan University hanno coinvolto 144 adulti già in terapia farmacologica per l’ansia, suddivisi in quattro gruppi:
- 36 partecipanti: 24 minuti di rumore rosa (gruppo di controllo)
- 41 partecipanti: 12 minuti di musica con ABS
- 33 partecipanti: 24 minuti di musica con ABS
- 34 partecipanti: 36 minuti di musica con ABS
Prima e dopo le sessioni, i livelli di ansia e umore sono stati misurati tramite scale cliniche standardizzate.
I risultati: esiste una “dose” ottimale
Lo studio ha evidenziato una relazione dose-risposta tra il tempo di ascolto e il benessere emotivo. Chi ha ascoltato musica con ABS per 24 minuti ha ottenuto la riduzione complessiva più significativa dell’ansia, mentre chi ha ascoltato per 36 minuti ha mostrato un effetto “picco”, con un miglioramento dell’umore e una maggiore riduzione delle emozioni negative.
Chi si è fermato a 12 minuti ha registrato benefici più limitati. Oltre alla riduzione dell’ansia, i partecipanti hanno riferito meno irritabilità, agitazione e disagio emotivo generale.
Musica con ABS vs musicoterapia tradizionale: quali differenze
La musicoterapia tradizionale si basa fortemente sulle preferenze personali del paziente: il tipo di musica che funziona per una persona può non funzionare per un’altra.
La musica con ABS, invece, agisce sulle componenti acustiche e non estetiche del suono — tempo, ritmo, frequenza — per modificare direttamente lo stato fisiologico, bypassando in parte l’elaborazione consapevole. Non si tratta, quindi, di ascoltare una playlist rilassante a caso: l’intervento è strutturato, la dose è controllata e il meccanismo d’azione è specifico.
Non è semplice distrazione: il cervello cambia davvero!
Una domanda legittima è se questi effetti siano semplicemente il risultato di una distrazione temporanea.
Gli esperti consultati dai ricercatori spiegano che la distrazione agisce solo finché lo stimolo è presente, mentre un vero effetto calmante persiste anche dopo la fine dell’ascolto. Il fatto che nel gruppo di controllo sia stato usato il rumore rosa — che mantiene l’udito occupato senza evocare emozioni — e che la musica con ABS lo abbia comunque superato, suggerisce che l’effetto va ben oltre la semplice cattura dell’attenzione.
Limiti dello studio e prospettive future
Lo studio presenta alcune limitazioni da tenere in considerazione. In primo luogo, non è chiaro se gli effetti osservati siano duraturi nel tempo: si tratta di misurazioni acute, immediate. Inoltre, poiché tutti i partecipanti assumevano già farmaci ansiolitici, non è possibile valutare l’efficacia della tecnica come trattamento autonomo.
Gli esperti la paragonano a un “broncodilatatore di emergenza”: utile per gestire i picchi acuti, ma non sufficiente da solo ad affrontare le cause profonde del disturbo. Ulteriori ricerche, con campioni più ampi e misurazioni oggettive come la neuroimaging, potranno confermare e ampliare questi risultati promettenti.
Fonte: Medical News Today — “Can 36 minutes of specially tuned music ‘reset’ an anxious brain?” — Studio pubblicato su PLOS Mental Health, con contributi di ricercatori di Goldsmiths University of London, University of Roehampton, Toronto Metropolitan University e LUCID.