Nell’era dell’informazione, paradossalmente, non siamo mai stati così confusi su cosa mangiare. Social network, influencer del benessere e diete “miracolosa” si moltiplicano, rendendo difficile distinguere il vero dal falso. Eppure la scienza nutrizionale ha risposte abbastanza chiare su molti dei luoghi comuni più diffusi. In occasione del No Diet Day — ricorrenza internazionale che invita a riflettere sull’ossessione per le restrizioni alimentari — abbiamo raccolto le indicazioni di Ilenia Grieco, biologa nutrizionista con formazione presso il laboratorio dei dismetabolismi dell’Ospedale Sacco di Milano. Il suo messaggio è netto: non esistono scorciatoie, ma equilibrio, consapevolezza e metodo.
1. “Per dimagrire bisogna eliminare i carboidrati”
Uno dei miti più tenaci, ma anche uno dei più smentiti dalla letteratura scientifica. I carboidrati sono la principale fonte di energia per cervello e muscoli e non vanno demonizzati. Eliminarli drasticamente provoca inizialmente un calo di peso dovuto alla perdita di liquidi e glicogeno, non di grasso. Nel lungo periodo si rischiano squilibri metabolici, affaticamento e danni al microbiota intestinale.
2. “Saltare i pasti aiuta a perdere peso”
Sembra una logica semplice — meno si mangia, più si dimagrisce — ma il corpo umano funziona diversamente. Saltare i pasti aumenta il senso di fame nelle ore successive, favorendo abbuffate compensatorie. Il metabolismo rallenta come meccanismo di difesa, e la regolazione ormonale ne risente. La strategia vincente è la regolarità, non la restrizione improvvisata.
3. “Tutti i grassi vanno evitati”
I grassi non sono tutti uguali. Quelli insaturi — presenti in olio d’oliva, avocado, frutta secca — sono essenziali per la produzione ormonale, l’assorbimento delle vitamine liposolubili e la salute delle membrane cellulari. Il vero problema sono i grassi trans e un eccesso di grassi saturi. Eliminare completamente i grassi dalla dieta priva l’organismo di funzioni biologiche fondamentali.
4. “Mangiare pochissimo fa dimagrire più velocemente”
Una restrizione calorica severa può portare a un calo rapido del peso, ma spesso a spese della massa muscolare, non del grasso. Il corpo interpreta la scarsità di cibo come uno stato di emergenza e reagisce riducendo il metabolismo basale. Il risultato è che, una volta ripresa un’alimentazione normale, il peso tende a ritornare — spesso superando quello di partenza.
5. “Gli alimenti light fanno dimagrire”
La scritta “light” in etichetta non equivale a “dimagrante”. Molti prodotti a ridotto contenuto di grassi compensano con quantità maggiori di zuccheri, addensanti o dolcificanti. A questo si aggiunge un effetto psicologico ben documentato: si tende a consumarne di più proprio perché percepiti come innocui, con il risultato che l’apporto calorico complessivo può addirittura aumentare rispetto al prodotto originale. La vera discriminante resta la lettura critica delle etichette e la consapevolezza delle quantità.
6. “Le diete detox eliminano le tossine”
Fegato, reni e intestino svolgono già in modo naturale ed efficiente la funzione di eliminare le sostanze di scarto dall’organismo. Le diete detox non hanno solide basi scientifiche a supporto: il dimagrimento che producono è quasi sempre temporaneo e legato alla restrizione calorica, non a una reale “pulizia” interna. Meglio parlare, semmai, di supporto metabolico attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata.
7. “Mangiare dopo una certa ora fa ingrassare”
Non esiste un’ora magica oltre la quale il cibo si trasforma in grasso. Ciò che conta è il bilancio energetico complessivo nell’arco della giornata. Tuttavia, cene abbondanti e disordinate possono interferire con il sonno e la digestione, influenzando indirettamente la regolazione metabolica. Il problema non è l’orario in sé, ma la coerenza complessiva dei ritmi alimentari.
8. “Le proteine si possono mangiare senza limiti”
Le proteine sono nutrienti preziosi per la massa muscolare e il senso di sazietà, ma non sono calorie neutre. Un consumo eccessivo e prolungato può essere convertito dal corpo in energia o, in certi casi, in tessuto adiposo. Il fabbisogno proteico va calibrato in base all’attività fisica, allo stile di vita e alle caratteristiche individuali, all’interno di un piano alimentare bilanciato.
9. “Esistono alimenti che fanno dimagrire da soli”
Nessun singolo alimento ha il potere di far perdere peso. Alcuni cibi possono favorire il senso di sazietà o avere effetti positivi sul metabolismo, ma il risultato finale dipende sempre dall’insieme: alimentazione, qualità del sonno, gestione dello stress, livello di attività fisica. Credere in un “cibo miracoloso” è una semplificazione fuorviante che distoglie l’attenzione da ciò che conta davvero: la coerenza delle abitudini nel tempo.
10. “Per dimagrire servono diete drastiche e rigide”
Le diete molto restrittive funzionano male nel lungo periodo e spesso instaurano un rapporto disfunzionale con il cibo. Un percorso efficace deve essere personalizzato, sostenibile e compatibile con la vita reale. L’obiettivo non è solo raggiungere un certo peso, ma riuscire a mantenerlo nel tempo attraverso abitudini stabili e consapevoli.
Fonte: Corriere della Sera – Cook, articolo di Camilla Sernagiotto con il contributo della biologa nutrizionista Ilenia Grieco, 6 maggio 2026