Ogni anno gli Annali AMD — il registro clinico dell’Associazione Medici Diabetologi — offrono uno sguardo approfondito su come viene gestito il diabete nei centri specializzati italiani. L’edizione 2025, presentata al Senato nel corso di un convegno istituzionale, ha coinvolto oltre 775.000 pazienti seguiti in 340 centri diabetologici distribuiti sull’intero territorio nazionale. Il quadro che emerge è fatto di progressi reali, ma anche di aree critiche che richiedono ancora attenzione: dagli screening insufficienti per le complicanze, al persistere di abitudini dannose come il fumo.
Diabete di tipo 1: buoni progressi, ma troppi fumatori
Tra i circa 51.000 pazienti con diabete di tipo 1 monitorati nel 2025, con un’età media di 49 anni, i segnali positivi non mancano. Il 37,2% ha l’emoglobina glicata entro i valori target, il 40,5% mantiene la pressione arteriosa sotto controllo e più di un paziente su due ha valori di colesterolo nella norma. Crescono anche le tecnologie di supporto: il monitoraggio glicemico continuo (CGM) e i microinfusori sono utilizzati dal 21,3% dei pazienti.
Tuttavia, più di una persona su quattro con diabete di tipo 1 fuma (26,2%), una percentuale allarmante considerando che il fumo aggrava sensibilmente il rischio di complicanze cardiovascolari e renali. Il 14,7% dei pazienti è inoltre obeso. Sul fronte del monitoraggio glicemico continuo, solo un paziente su tre riesce a mantenere la glicemia entro i limiti raccomandati per almeno il 70% del tempo, anche se la maggior parte evita episodi di ipoglicemia pericolosa.
Diabete di tipo 2: rischio cardiovascolare in miglioramento, complicanze renali trascurate
Il campione più ampio riguarda i 693.000 pazienti con diabete di tipo 2, con un’età media di 70 anni. Anche qui si registrano progressi sul controllo glicemico — oltre il 56% ha l’emoglobina glicata a target — e sul colesterolo, ora sotto controllo in quasi il 49% dei casi, contro il 44,6% dell’anno precedente. L’impiego di farmaci innovativi come gli inibitori SGLT2 e gli agonisti del GLP-1 ha raggiunto l’85,6% dei pazienti, in forte crescita rispetto al 77,4% registrato nel 2024.
Le note dolenti riguardano però le complicanze microvascolari. È in calo il monitoraggio della funzionalità renale, della retinopatia e del piede diabetico — tre condizioni che, se individuate tardivamente, possono portare a conseguenze gravi e invalidanti. La malattia renale cronica colpisce già oltre il 50% del campione, eppure circa il 43% dei pazienti che potrebbero beneficiarne non riceve i farmaci classici di protezione renale come ACE-inibitori e sartani. Anche in questo gruppo il fumo rimane un’abitudine diffusa, presente in circa il 18% dei pazienti, e il 35% è obeso.
Diabete gestazionale: aumenta l’uso dell’insulina
Oltre 15.000 donne con diabete in gravidanza sono state monitorate nel 2025 dai centri aderenti agli Annali AMD, pari a circa la metà di tutti i casi di diabete gestazionale registrati annualmente in Italia. L’età media è di 34 anni e oltre un terzo delle pazienti proviene da Paesi extra-UE. I principali fattori di rischio sono l’età superiore ai 35 anni (presente nel 45,5% del campione), l’obesità pregravidica — in crescita dal 25% al 30,4% — e la familiarità per diabete. La percentuale di donne in terapia insulinica è salita dal 38% al 50% in un solo anno, segnale di una maggiore attenzione alla gestione attiva della malattia in gravidanza.
Un registro tra i più grandi d’Europa
Con quindici edizioni, oltre due milioni di dati raccolti dal 2006 e 65 articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, gli Annali AMD rappresentano uno dei registri clinici sul diabete più rilevanti a livello europeo, paragonabile per dimensioni e qualità a quelli di Regno Unito, Spagna e Svezia. Non si tratta solo di uno strumento di monitoraggio: i dati raccolti hanno dimostrato di influenzare concretamente le pratiche cliniche, stimolando interventi correttivi nei centri che registravano criticità. È quello che gli stessi medici chiamano “effetto Annali”: rilevare un problema per poi affrontarlo.
Cosa ci dicono questi dati
Il messaggio complessivo che emerge dalla fotografia 2025 è chiaro: l’Italia ha fatto passi avanti nella gestione del diabete, soprattutto sul fronte del rischio cardiovascolare e dell’accesso alle terapie innovative. Ma restano aree di miglioramento significative, in particolare sugli screening per le complicanze croniche — renali, oculari, podologiche — e sulla promozione di stili di vita sani tra i pazienti. Smettere di fumare, raggiungere e mantenere un peso corporeo adeguato e sottoporsi regolarmente ai controlli previsti non sono raccomandazioni accessorie: sono parte integrante della cura.
Fonte: Corriere della Sera – Corriere Salute, articolo di Maria Giovanna Faiella, 6-7 maggio 2026. Dati: Annali AMD 2025, Associazione Medici Diabetologi