Vulvodinia: cos’è, significato, cause, sintomi e cura

Si sente parlare spesso di vulvodinia, ma non sempre si riesce a centrare l’argomento e a sapere cosa fare. Scopriamo meglio questo disturbo femminile.

La campagna di sensibilizzazione ai problemi meno conosciuti ha portato alla luce una condizione di cui soffre una fetta considerevole della popolazione femminile, la vulvodinia.

Capire cos’è la vulvodinia, quali sono i sintomi tipici e come affrontarla permette di recuperare una buona qualità di vita.

Vulvodinia: Cos’è e significato

Che cos’è la vulvodinia? Prima di tutto è importante capire che si tratta di una condizione caratterizzata da una sensazione dolorosa in prossimità della vulva non provocata da una causa specifica.

Per chi non lo sapesse, il dolore viene percepito nella parte che circonda la più esterna dei genitali femminili (vulva).

In base alla localizzazione si può distinguere la forma generalizzata (vulva, perineo e ano), la forma localizzata (zona specifica) e la vestibolodinia (apertura della vagina).

Dolore, bruciore, irritazione e pizzicore complicano la vita di tutti i giorni e impediscono di avere rapporti sociali e sessuali appaganti.

Vulvodinia: Cause

La mancanza di informazione (almeno fino a poco tempo fa) e la diagnosi complessa non restituiscono informazioni certe riguardo le cause e il numero preciso di donne che ha provato o convive con il disturbo.

Non è ancora possibile sapere a cosa è dovuta la vulvodinia con esattezza, ma esistono dei fattori predisponenti che vale la pena conoscere.

  • Risposta antinfiammatoria – I mastociti rispondono in maniera massiva a uno stimolo infiammatorio provocando l’aumento delle fibre nervose del vestibolo vulvare.
  • Reazione dei recettori ormonali –  I recettori ormonali presenti nel tessuto della vulva possono rispondere agli sbalzi ormonali in maniera alterata.
  • Infezioni vaginali – Le infezioni vaginali possono sensibilizzare la zona, rendendola più sensibile al dolore.
  • Predisposizione genetica – Le donne predisposte alle infiammazioni croniche o al dolore cronico sono più esposte al problema.
  • Debolezza del pavimento pelvico – La presenza di una muscolatura debole del pavimento pelvico predispone maggiormente alla vulvodinia.

Vulvodinia: Sintomi

Che sintomi ha la vulvodinia? È caratterizzata da un dolore cronico avvertito nella zona genitale femminile, ma può unirsi ad altre condizioni.

Il dolore cronico può essere accompagnato da bruciore, irritazione, prurito, gonfiore, dolore pulsante e secchezza.

I sintomi tendono ad aumentare di intensità quando c’è pressione sulla zona genitale, come per esempio avviene durante i rapporti sessuali, mettendo l’assorbente interno o  indossando pantaloni aderenti.

Il dolore può essere intermittente o costante, ma può acuirsi dopo la minzione, durante l’attività fisica e in posizione supina o seduta.

Alcune donne possono percepire i sintomi della vulvodinia per mesi o anni per poi vederli scomparire all’improvviso.

Ai sintomi fisici si aggiungono le ripercussioni a livello relazionale, visto che influenzano la sfera sessuale, le relazioni sociali e l’umore in generale. Non a caso la vulvodinia è causa anche di depressione.

Diagnosi

Spesso le donne affette da vulvodinia non si rivolgono allo specialista perché convinte si tratti di vaginismo, cioè il dolore provocato da una contrazione eccessiva dei muscoli vaginali durante il momento coitale.

La diagnosi della vulvodinia è complessa perché comporta l’esclusione di altre cause caratterizzate dal dolore vulvare (es. Candida, dermatite, infezioni di origine batterica e problemi neurologici).

Il primo specialista da contattare è senza dubbio il ginecologo, il quale potrebbe rimandare ad altri specialisti dopo aver preso atto del tipo di dolore e delle situazioni in cui si avverte di più.

Il ginecologo, dopo l’anamnesi, esamina la zona genitale e la vagina, prescrive i dosaggi ormonali, preleva un campione di cellule ed effettua il Q-tip test (tocco di alcuni punti della vulva attraverso un bastoncino di cotone). Si tratta di vulvodinia se viene percepito dolore.

Vulvodinia: Cura

Come si guarisce da vulvodinia? Non esiste una terapia standard efficace per tutte le donne e per tutti i casi e spesso e volentieri la cura non risolve il problema.

La combinazione di varie terapie punta a lenire i sintomi della vulvodinia e a migliorare la qualità della vita della donna.

  • Farmaci – I farmaci per la vulvodinia comprendono antistaminici, antinfiammatori, cortisonici, anticonvulsionanti e antidepressivi triciclici.
  • Biofeedback –  È possibile guarire dalla vulvodinia senza farmaci usando il biofeedback, cioè una terapia che insegna alle donne come rilassare i muscoli dell’area pelvica in modo da controllare le reazioni del corpo e il dolore.
  • Iniezioni – Quando il dolore è costante allora può essere gestito con l’iniezione locale di sostanze in grado di allentare la reazione dei nervi.
  • Riabilitazione della muscolatura pelvica – Si tratta di esercizi per il rafforzamento del pavimento pelvico e trattamenti fisioterapici di stimolazione della muscolatura.
  • Stile di vita – Alcuni comportamenti possono migliorare la qualità di vita: non indossare pantaloni stretti o biancheria di nylon; evitare sport come l’equitazione o il ciclismo; non stare seduto per ore; eliminare detergenti aggressivi ed evitare strofinamenti durante l’igiene intima; non usare assorbenti interni.
  • Sfera intimaChi ha la vulvodinia può avere rapporti sessuali? A meno che non si accompagni al vaginismo, si dovrebbe usare un lubrificante prima dei rapporti.
  • Alimentazione – In caso di vulvodinia esistono dei cibi da evitare: alimenti troppo salati, insaccati troppo lavorati, cibi industriali, alimenti fritti e condimenti grassi.
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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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