Vestali: le sacerdotesse della Dea Vesta

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vestali_optLe vestali erano le sacerdotesse della Dea Vesta. Venivano scelte sei fanciulle vergini all’interno di un gruppo di 20 bambine di età compresa tra i 6 e i 10 anni , tutte discendenti da famiglie patrizie. Il compito delle vestali era quello di mantenere acceso il fuoco sacro alla Dea Vesta, il quale rappresentava simbolicamente la vita della città. Queste sacerdotesse avevano numerosi privilegi se messe a confronto con le altre donne, ma qual’era il prezzo di tanti onori?

Queste fanciulle erano incaricate di preparare gli ingredienti necessari ai sacrifici pubblici e privati, con i quali poi veniva cosparso il corpo della vittima da sacrificare.

La consacrazione al culto veniva svolta dal Pontefice Massimo tramite un rito ben preciso. Le vestali dovevano offrire i loro servigi per una arco di tempo pari a 30 anni. Durante il primo decennio erano considerate novizie, quelli successivi erano addette al culto e gli ultimi 10 dovevano tramandare  le loro conoscenze alle novizie. Solamente dopo avrebbero potuto abbandonare il servizio che stavano offrendo alla Dea Vesta.

Le vestali avevano l’obbligo di vivere all’interno dell’Atrium Vestae, accanto al tempio della Dea, ma erano comunque libere di uscire, purché rispettassero alcune regole, che vedremo a breve. Dopo tutto le sacerdotesse della Dea Vesta godevano di molti privilegi:

– Erano mantenute a spese dello stato in quanto ricoprivano un incarico sacro e utile all’intera comunità (mantenere acceso il fuoco sacro)
– Non erano sottoposte alla patria potestà, a differenza delle altre fanciulle.
– Erano le uniche donne a poter fare testamento
– Potevano testimoniare senza giuramento
– Avevano il diritto di chiedere la grazia di un condannato a morte

Avevano solo due divieti assoluti. Se infrangevano queste due regole, la pena era la morte. Non potevano avere rapporti sessuali durante il sacerdozio e non dovevano far spegnere il fuoco sacro. Questi obblighi dovevano essere rispettati per trent’anni.

Essendo però sacre a Vesta, non potevano essere uccise da mani umane, così venivano frustate e dopo trasportate in una lettiga chiusa al campus sceleratum. Venivano lasciate la, con una piccola provvista di pane, acqua, latte e olio. Il sepolcro veniva chiuso e la vestale veniva abbandonata, cancellata dalla memoria degli uomini. La pena era, in poche parole, essere sepolte vive.

Fonte immagine: Wikipedia

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