Disfasia: significato, definizione, cause, sintomi e trattamento

Problemi a comprendere e usare il linguaggio in modo corretto: la disfasia è un disturbo molto più frequente di quanto si creda. Conosciamola meglio!

La crescita psicofisica del bambino può portare alla luce problemi e disturbi che occorre gestire opportunamente e tempestivamente per evitare problematiche e disagi più importanti in futuro.

Tra i disturbi che potrebbero coinvolgere il bambino c’è per l’appunto la disfasia, vale a dire un disturbo neuropsichiatrico che rende difficile comprendere le parole e usare il linguaggio.

Disfasia: Definizione e significato

Cos’è la disfasia? La disfasia infantile o Disturbo Specifico del linguaggio (DSL) è un disturbo neuropsichiatrico che coinvolge il linguaggio.

Sostanzialmente il bambino non riesce a comprendere alcune parole, non riesce a posizionare le parole nell’ordine giusto e sviluppa un ritardo nella comprensione.

L’aspetto positivo è che, se individuato e trattato per tempo, non compromette la capacità di imparare come gli altri e la capacità di relazionarsi con gli altri bambini (evitando di ritrovare la disfasia nell’adulto).

Qual è la differenza tra disfasia e afasia? L’afasia è l’incapacità di comprendere il significato delle parole e/o esprimersi attraverso il linguaggio e la scrittura. È provocata solitamente da danni cerebrali.

Diverso è il caso della disartria, cioè la perdita della capacità di articolare le parole in modo normale (linguaggio impreciso, a scatti e irregolare). Tuttavia c’è la comprensione del linguaggio e la capacità di usarlo in maniera corretta.

Disfasia e dislessia non sono la stessa cosa: la prima è principalmente un disturbo del linguaggio mentre la seconda coinvolge sia il linguaggio che l’apprendimento.

Cause

Ancora oggi le cause della disfasia non sono state chiarite, nonostante i progressi in campo scientifico, ma l’ipotesi più accreditata è quella genetica.

Non solo genetica. In alcuni casi, seppur rari, il disturbo potrebbe essere causato da una disfunzione o una lesione del lobo temporale.

La mancanza di cause accreditate e prove scientifiche ha sollevato il dubbio riguardo l’eventuale responsabilità di fattori psicologici.

Tipi di disfasia

Esistono diversi tipi di disfasia riconoscibili dal livello di gravità e dalle difficoltà specifiche manifestate dal bambino.

  • Disfasia espressiva – La disfasia espressiva è un’incapacità parziale del linguaggio: il bambino fatica a usare il linguaggio, ma comprende ciò che si dice.
  • Disfasia recettiva – Alla scarsa capacità di comprendere il linguaggio si associa anche una grande capacità di articolare parole non comprensibili.

Sintomi della disfasia

I sintomi principali della disfasia coinvolgono il linguaggio, ma i primi segnali si possono individuare sin dalla nascita attraverso l’analisi dei comportamenti del piccolo.

Tra i primi segnali di questo disturbo c’è la mancanza dei primi tentativi di espressione dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo. È proprio in questo periodo che si sviluppa il linguaggio.

Il bambino disfasico non è incuriosito dal mondo esterno (es. oggetti, giochi e altri bambini) e sembra stare bene soltanto in situazioni ripetitive.

Come si manifestano i disturbi della disfasia? I sintomi caratterizzanti sono incapacità di articolare suoni e parole, incapacità di collocare le parole nel modo giusto, mancanza di risposta agli input sonori e scarso interesse per qualsiasi forma di comunicazione.

Alle difficoltà linguistiche si possono associare anche le difficoltà motorie (disfasia motoria), tra le quali ricordiamo la scarsa agilità, la difficoltà a stare in equilibrio e la difficoltà di compiere movimenti laterali.

Diagnosi

La diagnosi della disfasia arriva attraverso la valutazione del pediatra e l’interpretazione dei risultati degli esami diagnostici.

  • TAC– La TAC alla testa è necessaria per escludere eventuali lesioni al cervello (anche se si tratta di casi rari).
  • Elettroencefalogramma – La registrazione non invasiva dell’attività elettrica dell’encefalo mediante elettrodi esterni aiuta a inquadrare la funzionalità cerebrale.
  • Valutazione audiometrica – La valutazione audiometrica serve a determinare l’assenza di difetti uditivi.
  • Visita neurologica pediatrica – Lo specialista si concentra sulla valutazione delle aree afferenti al disturbo: linguaggio compreso e parlato, capacità psicomotorie (coordinazione e movimenti precisi) e aspetto psicologico (carenze d’affetto).

Trattamento

Si può curare la disfasia? Sì, il disturbo può essere trattato adeguatamente rivolgendosi a una logopedista, ma la tempestività è importante. Il rischio è ritrovarsi la disfasia da adulto.

In linea di massima prima si inizia a trattare la disfasia e meno grave sarà l’impatto sulla vita del bambino, riducendo le possibilità che possa trasformarsi in un problema di comprensione e relazione con gli altri.

Detto questo, non esiste un protocollo specifico: il trattamento varia in base al bambino e alla gravità del disturbo.

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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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