COVID-19: cos’è la variante “Cicada” e perché se ne parla

Il nome fa pensare alle cicale estive, ma la variante COVID-19 battezzata “Cicada” non ha nulla di stagionale. Si chiama tecnicamente BA.3.2 ed è attualmente sotto osservazione sia da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani che dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Identificata per la prima volta nel novembre 2024, questa variante si è diffusa rapidamente in almeno 23 paesi nel mondo, destando l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Dove si è diffusa e qual è la situazione attuale

Negli Stati Uniti, BA.3.2 è già stata rilevata in almeno 25 stati. Tuttavia, è fondamentale precisare che non è ancora la variante dominante in circolazione. Secondo il dottor William Schaffner, professore di malattie infettive alla Vanderbilt University, resta ancora da capire se questa variante riuscirà a imporsi sulle altre: «Bisognerà attendere e osservare l’evoluzione della situazione», ha dichiarato ai media statunitensi.

Al momento, i dati epidemiologici nazionali non mostrano un aumento significativo delle forme gravi di malattia: i ricoveri ospedalieri, i casi d’emergenza e il numero di contagi sono in calo a livello nazionale, anche se alcune aree geografiche come il Massachusetts e la Florida mostrano segnali di incremento locale.

Quante mutazioni ha e come interagisce con i vaccini

BA.3.2 appartiene alla famiglia Omicron, ma si distingue per un elevatissimo numero di mutazioni: tra 70 e 75. Questa caratteristica genetica è rilevante perché potrebbe influire sulla capacità dei vaccini attuali di neutralizzarla efficacemente.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet ha evidenziato che il vaccino anti-COVID attualmente disponibile risulta meno efficace contro BA.3.2 rispetto alle varianti dominanti, pur garantendo comunque una protezione parziale. Come ha spiegato lo stesso Schaffner, siamo ancora nelle fasi iniziali dell’analisi, ma emerge la capacità di questa variante di aggirare, almeno in parte, le difese immunitarie acquisite nel tempo dalla popolazione.

I sintomi da riconoscere

I sintomi associati alla variante Cicada non si discostano da quelli delle precedenti varianti COVID-19. È importante saper riconoscere i segnali tipici dell’infezione, che includono: febbre, tosse, difficoltà respiratorie, mal di gola e congestione nasale. In presenza di uno o più di questi sintomi, è consigliabile isolarsi e, se necessario, consultare il proprio medico, soprattutto in caso di condizioni di salute preesistenti.

Chi dovrebbe vaccinarsi e quando

Il CDC ribadisce l’importanza della vaccinazione per alcune categorie a rischio. In particolare, si raccomanda di ricevere la dose aggiornata del vaccino a chi ha più di 65 anni, a chi non ha mai ricevuto alcuna vaccinazione anti-COVID e a chi presenta un rischio elevato di sviluppare forme gravi della malattia.

Rientrano in quest’ultima categoria le persone con patologie croniche come malattie cardiache, polmonari o diabete, nonché chi è immunocompromesso, indipendentemente dall’età.

Quando vaccinarsi per proteggersi in estate

Il consiglio degli esperti è quello di pianificare la vaccinazione tra fine maggio e inizio giugno, in modo da essere adeguatamente protetti durante il periodo estivo, storicamente associato a un aumento dei contagi. Questo schema si è già verificato negli anni precedenti, ed è ragionevole aspettarsi che si ripeta anche nel 2026. Monitorare l’evoluzione della variante Cicada nelle prossime settimane sarà cruciale per aggiornare le raccomandazioni sanitarie in tempo utile.

Pubblicato da Roberto